Ho deciso di organizzare questo ennesimo inutile post come una lezione del mio amato prof di economia. E' un ometto pelato e con gli occhi azzurri e con la faccia da porco: lo chiameremo IlPorco.
Quando IlPorco entra in aula dice sempre: <Allora, diamo per scontato questo assunto: (blablabla). Poi lo dimostriamo>.
Dunque, diamo per scontato questo assunto: sono idiota. Com'è facile immaginare, la dimostrazione sarà semplice.
Io, nonostante tutto, sono una ragazza impegnata. Studio, lavoro, faccio parte di un partito politico che mi leva tempo, sangue e soldi, ogni tanto mi devo fare una ceretta e mi faccio la manicure due volte a settimana. Insomma, anche se a volte sembra il contrario, io c'avrei una vita.
O almeno ce l'avevo prima di smettere di allenarmi in sessioni di ginnastica pelvica con L'altro. Essì, perchè da quando ho smesso di fare ginnastica ed ho iniziato a spararmi pipponi sentimentali su comesarebbebellopoteruscireconluianchesolopermangiareungelato, che poi starei pure a dieta, passo le mie serate su Msn.
A chattare.
Con lui.
E mica parliamo, chessò, del trans del Grande Fratello, del trans di Marrazzo o di qualsiasi altro trans, che mò si porta assai. No.
Parliamo di me e di quanto sono disperata senza di lui e di quanto il mio cuore stia palpitando ora e di quanto sono stata stupida in passato quando lui mi voleva ed io facevo la stronza.
Aldilà del quadro di disperazione e dell'orgoglio sotto ai piedi e delle figure di merda, la cosa più deleteria di questo parlare parlare parlare parlarsi addosso come direbbe zio Guccini è che io poi non dormo. Passo ore e ore al chiarore della luna a ripensare alle cose che L'altro mi ha scritto nelle nostre sessioni di chat, a chiavare le capate nel muro ed a fumare. Il che sarebbe pure molto romantico se poi io la mattina non mi dovessi svegliare alle 7 e studiare fino alle 4 e andare a lavorare e organizzare iniziative per la liberazione sessuale e spiegare a mio padre che i 300 preservativi che l'associazione mi ha inviato a casa non sono un premio fedeltà della Durex ma solo del materiale per una manifestazione.
E quindi stanotte, mentre mi rigiravo nel letto, sono arrivata ad una conclusione: io la sera devo guardare la tv come le vecchie, così mi addormento subito.
Perchè, alla fin fine, L'altro è in possesso di:
-numero di cellulare
-numero di casa
-indirizzo di casa
-e-mail
-contatto Facebook
-indirizzo parenti
-indirizzo università
-indirizzo lavoro
della sottoscritta.
Quindi, che dite, se proprio mi deve dire che mi vuole sposare avrà come contattarmi o no?
E quindi, che dite, ho compiutamente dimostrato di essere un'idiota o no?
Sembra passata una vita dall'ultima volta che ho scritto qui. E in effetti è passato quasi un anno.
Ora, dopo un anno di assenza, potrei scrivere di cose serie: successi lavorativi, primi passi in politica, successi ed insuccessi universitari, nuove vite e nuove morti. Ma si sa, sono frivola e lamentosa. E così voglio scrivere dell'unica cosa che ultimamente va a rotoli: la mia vita sentimentale.
Ah, l'Ammore!
Col tempismo perfetto che mi caratterizza sono riuscita a mandare a puttane la relazione col mio PrimoAmmore giusto un mese prima della nostra romaticissima vacanza parigina. Quasi un anno dopo dall'inizio della nostra travagliata storia a distanza piena di dubbi (solo da parte mia, sennò che divertimento c'era?), ho troncato tutto giusto in tempo per rovinargli la vacanza: brava Musa!, direbbero quegli utenti di Sky caratterizzati da uno spiccato senso dell'umorismo.
Però se io mi fossi limitata a lasciare il mio ragazzo, ed a tornare single e felice e non-angosciata da 100 telefonate giornaliere, dove sarebbe stato il divertimento? Se tutto si fosse limitato ad un atto di razionalità e ad un'ammissione di colpe "Non ti amo più e non sono mai stata convinta al 100% di farlo", tutto si sarebbe concluso con grande crescita interiore e grandi apprezzamenti da parte delle amiche.
E invece no.
Poco dopo aver lasciato il PrimoAmmore mi sono arravogliata sotto le lenzuola con L'altro.
Dopo anni e anni e anni di tira e molla "No, sono fidanzata", "No, ora sono fidanzato io", "Dai, tradisci la tua fidanzata", "Dai, tradisci il tuo fidanzato, tanto non lo ami", io e L'altro ci siamo concessi sani scambi di fluidi dopo esserci riincontrati nello studio della mia dietologa/endocrinologa. Essì, perchè L'altro fino a qualche mese fa era una palla di lardo, e forse è anche per questo che m'ero sempre mantenuta dallo zompargli addosso. Ma adesso che ha perso 30kg e somiglia ad uno che attrae tutte le donne frivole come me (Mr Big), era ovvio che io ci cascassi come una pera cotta. Inutile dire che, come in tutte le soap opera latinoamericane che si rispettino, L'altro è il miglior personal trainer che il destino mi abbia mai concesso. E non è solo un ottimo inseiminatore-non-artificiale. E' anche intelligente,colto, laureato, simpatico, ben vestito, con ottimi gusti musicali. C'ha pure l'I-phone.
Insomma, senza portarla per le lunghe, c'ho il cuore nello zucchero.
Ma lui, profetico, prima di andare a letto assieme mi aveva detto: <ATTENTA, O MUSA! NON TI INNAMORARE DI ME: ANCHE SE IN PASSATO PROVAVO DEI SENTIMENTI PER TE, ORA NON E' PIU' COSI'>.
Ma, come da copione, (siamo pur sempre in una scadente soap opera) al cuor non si comanda.
Alla fine, per incolumità mia e sua, che ogni tanto tra i miei gemiti ha anche dovuto sopportare parole d'amore (che io ho sempre negato di aver pronunciato), ho dovuto rinunciare alle nostre sessioni di ginnastica.
E mica gli ho detto una palla per troncare la relazione. Chessò "C'ho un altro", "Vado in Messico", "Sono lesbica". No, meglio umiliarsi con un "Mi sono innamorata di te".
Dopo una fase di zerbinaggio acuto in cui l'ho anche implorato, ora sto provando ad essere matura e razionale. E giuro che penso all'abito da sposa con cui lo sposerò solo prima di andare a dormire, una volta al giorno, solo per mezz'ora.
Insomma, ne sto uscendo. E, come un anno fa, sono sempre la solita UnaMusa.
Io sono antifascista. Profondamente antifascista, da un paio di generazioni, da quando mia nonna nascondeva gli ebrei nel forno a legna per farli sfuggire ai forni crematori.
Io rispetto profondamente gli immigrati: sono figlia di Sudici emigrati al Nord. Mio padre condivideva una stanza con altre otto persone a Milano. I miei zii sono andati a lavorare in Germania a 17 anni. Stimo e ammiro il coraggio di chi lascia tutto per un futuro migliore, o forse nell'illusione di un futuro migliore.
A me piacerebbe che l'informazione fosse corretta, mai serva del potere, mai ideologizzata. E forse è per questo che in questo Paese qualsiasi tg senta mi viene uno strano prurito alle mani.
L'omicidio di sei immigrati nella Provincia di Caserta è secondo me uno dei tipici esempi di informazione ideologizzata. Se a morire fossero stati sei napoletani, sarebbe stato trattato con enfasi zero, come l'ennesimo omicidio di camorra in una terra funestata da una guerra senza fine. Nessuno si sarebbe ricordato di dire che erano morti sei uomini. Uomini.
Questa volta le vittime della guerra di camorra sono stati degli immigrati.
Nessuno si è ricordato di dire che a morire sono stati sei uomini.
La notizia è stata solo sfruttata in un momento di animi esacerbati da provvedimenti anti immigrazione fascisti, da omicidi barbari di giovani di colore nel nord impazzito nel risentire la crisi economica, nel disperato tentativo dell'opposizione di strumentalizzare gli eventi a suo favore, bloccata nell'assoluta incapacità di fronteggiare la maggioranza, che di cazzate ne fa di continuo e ce ne sarebbero di colpe da imputarle.
Per chi conosce la realtà di quelle zone sa che purtroppo anche gli immigrati sono spesso immischiati in vicende di camorra. Perchè non è facile ripartire da zero. E perchè i guadagni facili fanno gola quando si è disperati.
Probabilmente questo è solo l'ennesimo barbaro omicidio di camorra, un evento nefasto in cui sono morti sei uomini,questa volta neri piuttosto che bianchi; non è e l'ennesimo esempio di una xenofobia che però esiste e che diventa sempre più diffusa, che si fa forte su dichiarazioni assurde di Ministri di quello che dovrebbe essere un Paese democratico. Una xenofobia che viene usata come jolly nello scontro da fazioni, e non come punta del degrado di un Paese che va a picco.
( Anche le Muse hanno una coscienza).