UnaMusa

Una nuova pagina, per una nuova Giulia che ora è UnaMusa.
giovedì, 13 novembre 2008

Regalami un po' di poesia. A volte è questo che chiederei.
Regalami un po' di poesia.


Quando la sera mi metto a letto mi rendo conto di non aver avuto nemmeno un minuto per emozionarmi.
Quando ero più piccola, ricordo di aver passato giornate intere col naso all'insù a fantasticare. Mi perdevo nelle trame ordite dalla mia mente, mi raccontavo favole dai finali struggenti ed appassionati. Osservavo l'esterno con un velo davanti agli occhi, e filtravo gli eventi con un occhio quasi espressionista, cogliendo particolari irrilevanti che diventavano il punto di partenza per una nuova storia, per un nuovo pensiero, per una nuova emozione.
Ora invece a volte non mi accorgo delle cose che mi sono accanto, non vedo il ragazzo seduto affianco a me nel pullman, non osservo la ragazza seduta di fronte a me nell'aula studio.
Mi sento presa da un vortice di farefarefare andareandareandare dirediredire.
Sono felice delle tante cose che faccio, ma mi manca l'emozione. E così chiederei
Regalami un po' di poesia.
Regalami una frase che mi emoziona.
Regalami un pensiero a cui ripensare prima di andare a letto.
Regalami una riflessione da fare mia o da contraddire.
Regalami un'emozione che lasci dentro me una traccia per un intero giorno, come quei baci inaspettati che hanno il profumo di buono.

Stamattina sono rimasta a letto fino alle nove e mezza. Era da un paio di mesi che non riuscivo a dormire così tanto. Avevo sempre impegni e cose da fare e appuntamenti a cui non mancare.
Anche stamattina avevo da fare.
Ma fuori pioveva a secchiate e c'erano i tuoni e starmene sotto il piumone quando l'aria è così mi piace.
E l'ho fatto.
E mi è piaciuto.

E'un post sconnesso, lo so. Ma stamattina va così. E stasera torna LaFisica e non vedo l'ora di riabbracciarla.

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martedì, 29 luglio 2008

Domani parto per la Sardegna con i miei. Abbiamo una casa in montagna, in Sardegna.
Ho la vaga impressione che mi annoierò. Ma la speranza è l'ultima a morire.
C'è il  Primo Ammore. Con lui mi sto sentendo tanto. Io gli faccio due squilli e lui mi chiama.
Due settimane fa sono stata a Torino da lui.
Abbiamo fatto l'amore assieme per la prima volta.  E' stato bellissimo.
Ed ora mi manca. Anche perchè nel tornare mi sono ritrovata sola, mi sono resa conto di avere delle conoscenze, ma non delle amicizie. Persone a cui sembra non importare niente delle mie incertezze universitarie, delle mie mille sigarette al giorno, dei litigi con i miei genitori. Ma forse sono io ad essere come sempre troppo pesante, troppo infantile nel bisogno costante di qualcuno che mi dia una pacca sulla spalla, troppo idealista nel credere che i rapporti siano tutti come quelli dei Tre Moschettieri, uno per tutti e bla bla bla.
In ogni caso questo stato d'animo  mi fa tornare a quell'apatia di qualche anno fa, quando mi sentivo sempre intorpidita da una stanchezza che veniva dal cuore. Ma lui, il Primo Ammore, sa scaldarmi il cuore anche se non è amore e forse non lo sarà mai e forse la distanza è troppa e forse troveremo di meglio. Ma ora c'è e mi scalda, e questo mi fa dimenticare per un poco le parole di una delle mie canzoni preferite, che però spesso ritorna alla mente nella sua melodia lenta:

Agosto
è il mese più freddo dell'anno
l'inverno
si sposta sei mesi in avanti
e non è il polo sud
qui non è il polo sud

Agosto
La sveglia che rompe il silenzio
Qualcuno è in vacanza
e lei suona per ore
che freddo che fa

Agosto
ti affacci su un cuore malato
le cinque di sera ed è già buio pesto
l’inverno d’agosto

Il ghiaccio
si posa e ricopre le cose
l’attesa del caldo congela anche i morti
che freddo che fa

Se non è vero che hai paura
non è vero che ti senti solo
non è vero che fa freddo
allora perché tremi in questo agosto?

Agosto
è scritto sul tuo calendario
forse hai dormito sei mesi
ma sei così stanco
tanto stanco

Agosto
è il mese più freddo dell’anno
nell’altro emisfero lo chiamano inverno
l’agosto - P
erturbazione

E siamo ancora a luglio. Buone vacanze



















 

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venerdì, 11 luglio 2008

Oggi è una data ad ricordare.
Oggi è la data della mia prima bocciatura.
Ho pianto e mi sono disperata, ed ho pensato di non valere niente. Ho pensato di non dirlo a nessuno, e di dire che l'esame che non l'avevo dato.
Ma poi ho pensato che non me lo sono meritata. Che con un pizzico di fortuna in più l'avrei passato, e che sono solo stata sfigata nel trovare una stronza che all'una e mezza aveva solo voglia di andare a magnare per diventare ancora più vacca.
Ma i sensi di colpa sono rimontati: stavolta non ho fatto il massimo.
Ma forse, anche se non do sempre il massimo, anche se non sono sempre la prima della classe con le mie belle gratificazioni e complimenti e quanto sei brava e bla bla bla sono pur sempre la stessa Musa, che qualche pregio ce l'ha.
Peccato che sono arrivata a questa conclusione dopo aver pianto tutte le mie lacrime e strepitato fino al mal di gola. Per la strada, of course.

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giovedì, 20 marzo 2008

Stasera al tramonto c'erano le nuvole rosa. Ma proprio rosa-rosa. Di un rosa bello e intenso che ricordava i ciliegi in fiore, che preannunciava la primavera; il tutto accompagnato dall'odore della pastiera che cresceva nel forno.
E' stato bello.
Io non sono una di quelle che ama le piccole cose, che crede nelle piccole gioie della vita. Purtroppo sono un'insoddisfatta di natura, però a volte ci sono dei piccoli gesti, delle piccole cose, delle frazioni di secondo, che mi infondono una rara serenità.

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venerdì, 15 febbraio 2008

Anche se devo dare un cazzo d'esamone difficilissimo e lungo e incasinato e che passano solo i secchioni secchionissimi, sto qua a cazzeggiare.

Sabato sono stata a Roma con il mio primo amore. Lo conosco da quando avevo tredici anni, e lui diciotto. Originario di Agropoli (Sa), vive a Torino.

Che magnifica storia travagliata e platonica che fu, con mio padre di mezzo che voleva denunciarlo!

Mai un bacio tra noi, fino ai miei diciasette anni.

Ed ora ci siamo rivisti dopo due anni. E' stata dura. Siamo due persone diverse.

Almeno da fuori.

E poi invece siamo sempre gli stessi, con la voglia di dire cagate e provocarci, e strapparci un bacio a timbro alla stazione, e la paura di non rivederci o rivederci ed essere cambiati ancora e ancora e ancora senza poterci più riconoscere.

E rimanere con questo amaro in bocca di non poter sapere come sarebbe la vita di tutti i giorni. E non sapere se poi alla fine la si vorrebbe veramente questa vita di tutti i giorni assieme, che però  non avendola sembra così necessaria. (il primo amore non si scorda mai... sono proprio UnaMusaD'AltriTempi)

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martedì, 25 dicembre 2007

Zian mi ha "appesa", lasciata, per telefono la sera di Natale, perchè le cose "Non vanno più come prima tra noi." Ma va. Me n'ero accorta anch'io. Ma non ci pensavo più dopo il regalo che mi hai fatto a Natale. Evidentemente era il biglietto d'auguri che non mi hai fatto. Buon Natale dalla Musa ancora single.
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venerdì, 07 dicembre 2007

Dovrei concentrarmi sullo studio ma proprio non ci riesco. Ieri giornata merdosissima.

Un mio ex compagno di classe scrive sul suo blog che io ero la stronza della situazione, che lo trattavo male, che lui era depresso per colpa mia che non lo comprendevo e tagliavo tutto corto con battutine ciniche. Mia reazione sorpresa, poi allibita, poi dispiaciuta, ora sconvolta. Perchè pensavo di avere sempre dato il massimo, pensavo di essere stata d'aiuto quando ce n'era bisogno. Ed anche se di questa persona mi interessa poco certe cose fanno male.

A scuola guida ho sporcato tutto il sediolino della macchina con sangue mestruale e liquidi di altro genere, non trattenuti per lancinanti dolori alle ovaie. Spero che nessuno se ne accorga, o preferirò scomparire.

Stanotte ho sognato di fare cose oscene con Zorro, e che lui poi mi telefonava dicendomi sconcezze tal'e quale a come faceva il Vecchio in quelli che lui definisce "i tempi belli, in cui tu non ti eri ancora fatta suora". E allora ho pensato a Zian ( che Esten non preoccuparti:), non è tutto finito, anzi! ).

Ho pensato a Zian che anche se non scopiamo qualcosa di zozzo lo si fa lo stesso. E che mi ha detto una cosa bellissima, che mi ha riempito il cuore anche se non gliel'ho detto. Ha detto che gli piace fare certe cose con me, ma che dopo si sente in colpa, come un pò sporco. Perchè, dice, ha paura di usarmi, anche se quanto gli piaccio!, e a me questa cosa è piaciuta. Perchè col vecchio e con gli altri con cui mi sono trastullata quest'estate ero sempre io a sentirmi un pò sporca quando tornavo a casa, e quando ripensavo alla sera prima, la mattina dopo. E soprattutto, in quei momenti in cui ero col Vecchio e gli altri a volte mi estraniavo, e pensavo "Ma che cazzo sto facendo qua? E che vuole sto qui?". Invece con Zian st'estraniamento non mi viene mai. E anche se so che con lui durerà poco mi sta piacendo. Ed è l'unico pensiero che sa consolarmi, in questo periodo di libri pallosi in filosofia del diritto, scoperte inimmaginabili della mia perfidia e sangue mestruale e altri liquidi a fiotti.

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lunedì, 26 novembre 2007

Oggi sarei dovuta andare da Zian. A passare un pomeriggio assieme, così, solo per il gusto di stare assieme.

Non ci vado perchè lui sta studiando, ma ci sarei andata anche se piove e devo studiare e fare mille cose. Quando dovevo andare dal Vecchio, anche quando tra me e il Vecchio le cose andavano bene, ogni scusa era buona per non andarci, "piovefacaldofafreddostoametàciclohoicapellisporchinonhofattolaceretta",e invece da lui ci sarei andata. Però sotto sotto anche no. Perchè mi piace questo gusto dell'attesa, questo volere e non potere, questo gustare i ricordi nell'attesa di nuovi momenti. Mi piace questo valore del tempo che passa e non sai se è tempo sprecato, ma è sicuramente un tempo che ti fa crescere la voglia di un nuovo appuntamento che ti faccia capire bene che stai facendo, se stai facendo la cosa giusta, che valore ha questa storia e soprattutto se questa è una storia, o una relazione, o un'amicizia, o un checcazzoneso.

E poi mi piace non fare sesso.

Mi piace che lui voglia aspettare.

Mi piace anche la sua dichiarata inesperienza, che è anche la forza di una voglia poco maliziosa, tutta istintiva, che non si vergogna di guidare le mie mani ed anche di fermarle, per assaporare il gusto del non-fatto.

E poi lui parla.

E mi dice quello che pensa anche se è una di quelle cose smielate che si dicono solo nei sms, o anche se è un suo pensiero sconnesso che risulta incomprensibile.

E poi è nato il 3 febbraio. Come il mio primo amore.

Epperò mi ricorda il mio ex, e ho paura.

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